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Racconti erotici Hentai

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Quando fui certa che non si potesse muovere, presi una brocca d'acqua e gliela rovesciai in faccia.

"Ma cosa e'..."

"Silenzio!" Intimai, e lo colpii un violento manrovescio.

"Puttana! troia..."
 

"Silenzio!" Intimai, e lo colpii un violento manrovescio..."


Non lo lasciai finire. Lo colpii più volte con schiaffi in faccia, fino a quando la mia mano non divenne rossa.

"Ti ho detto silenzio. Faccio io le domande."

L'uomo provò a protestare, ma un nuovo schiaffo bene assestato gli fece cambiare atteggiamento.

"Perché sei qui?"
"La polizia... avevo cercato di..."
"Di fare cosa?"
Per un momento lui esitò, poi vide che era bene cedere. "Di rapinare un tabaccaio. Non ci sono riuscito, e quasi mi hanno beccato."
"E con cosa lo volevi rapinare?" Senza attendere risposta, gli misi una mano in tasca e feci un'accurata perquisizione. Forse anche troppo accurata, perché lui mi guardò con mezzo sorriso. In risposta ricevette un nuovo schiaffo. Era in mio potere, non lo doveva dimenticare. Trovai un coltello a serramanico. Lo feci scattare, e glielo sventolai davanti alla faccia. "Con questo?"

Lui annuì. Gli feci sentire il freddo della lama sulla faccia. "Credi che gli avrebbe fatto piacere? Non sai cosa si prova ad avere un coltello puntato?"

"Ma sta zitta, puttana! Hai delle belle tette, però!" Osservò guardando il mio reggiseno.

Lo schiaffeggiai con tutta la forza, fino a quando non mi fece male il braccio.

"Stanca?" Mi disse con un sogghigno. Sulla sua faccia c'era stampata l'impronta delle mie mani.

"Adesso vedrai." Presi il coltello e gli tagliai i pantaloni. In pochi secondi fu in mutande. Feci lo stesso con la camicia e con la canottiera. Era quasi del tutto nudo, legato sul mio letto. Gli salii sopra e cominciai a schiaffeggiarlo. La cosa doveva cominciare a piacergli, perché sentii il suo cazzo che si stava indurendo. Sentii che anche la mia eccitazione saliva, ma cercai di nasconderlo.
 

"...Lo osservai con attenzione per la prima volta: non era affatto sgradevole, con quel torace muscoloso e quelle braccia robuste. Non mi sarebbe dispiaciuto..."


"Ah, ti piace? Ma adesso ti aggiusto io." Scomparii per qualche attimo, poi tornai con un frustino di quelli usavo per cavalcare. Gli agitai il frustino davanti alla faccia. Lui al momento non capì, ma poi, improvvisamente, si contrasse. Aveva compreso che lo avrei frustato.
 


"Un uomo nudo davanti a me che ha paura."

"Paura di te?" Disse senza molta convinzione.

"Ti insegnerò a non entrare nelle case degli altri." Mi misi gli occhiali rotondi che tenevo sul comodino e mi raccolsi i capelli dietro la testa in una specie di coda di cavallo. Lo osservai con attenzione per la prima volta: non era affatto sgradevole, con quel torace muscoloso e quelle braccia robuste. Non mi sarebbe dispiaciuto... combattei per qualche istante con questo pensiero, poi lo accantonai, almeno per il momento.

Continua