Un rumore strano, indefinibile, uno scricchiolio,
poi un tonfo, come qualcosa che fosse caduto.
Mi svegliai. Ero ancora assonnata, ma subito pensai, "C'č qualcuno in
casa. " Immediatamente la paura prese il sopravvento. Sentii il cuore
accelerare. Respirai affannosamente.
Ero come paralizzata sul letto, le mani sudate, i muscoli tesi. Di
nuovo un leggero rumore al piano di sotto. Vidi delle luci
intermittenti entrare attraverso la serranda che la sera prima non
avevo completamente abbassato.
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"...Ero come paralizzata sul
letto,
le mani sudate, i muscoli tesi..." |
Dopo alcuni minuti che mi sembrarono
ore, trovai il coraggio di alzarmi per andare a vedere cosa fosse. La
porta della camera era chiusa a chiave, dunque -chiunque fosse- non mi
poteva sorprendere alle spalle.
Le gambe tremavano, ma arrivai lo stesso alla finestra. Alzai
leggermente la serranda, tanto da poter vedere cosa succedeva. In
lontananza c'erano delle macchine della polizia ferme, con le luci
lampeggianti. Sembrava che stessero cercando qualcuno.
"Qualcuno e' qui," pensai. "La finestra aperta..." Mi maledissi per la
finestra che avevo lasciato aperta. Chissā cosa mi sarebbe potuto
capitare adesso...
Sollevai il telefono per chiamare aiuto, ma la linea era interrotta. Il
cellulare era al piano di sotto, nella borsa che avevo lasciato sul
divano. Le macchine della polizia erano troppo lontane per chiamare
aiuto, cosė me la sarei dovuta cavare da sola. Tremavo. La bocca era
secca, e sudavo leggermente.
La paura č qualcosa che paralizza, che rende difficile il pensare
razionalmente. Ci misi un po' per muovermi.
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"...Le gambe tremavano, ma
arrivai lo stesso alla finestra..." |
Mi guardai intorno alla ricerca di armi, ma non c'era niente che
andasse bene, tranne... una vecchia sedia che usavo come appendiabiti,
quasi rotta. Era un buon legno, robusto, e speravo che avrebbe fatto il
suo dovere. Cercando di non far rumore, ruppi la sedia e ne presi una
gamba: adesso avevo una specie di mazza di legno molto pesante. Era
poco, ma non c'era altro. Sono sempre stata un tipo atletico, e in
passato avevo trascorso molte ore a modellare il mio fisico in
palestra, cosė avevo fiducia nei miei muscoli. Da quando -circa un anno
prima- avevo cominciato ad insegnare alla scuola media avevo trascurato
la mia forma fisica, ma adesso sentivo una forza nuova, come se la
disperazione mi avesse resa invincibile.
Continua |