indice

 

    

     

    

L'ultima Torre (2)

1 - 2 - 3

 


Nonostante come donna fosse bellissima, nessuno, me per primo, la vedeva in questa luce, per la soggezione che il suo portamento e la sua espressione severa ispiravano.
"Capitano, ma perche' morire?" dissi a bassa voce. "Perche' sacrificarci cosi'?"
Lei guardo' per terra.
"Se non avvertiamo per tempo la nostra gente, gli Onuto arriveranno di sorpresa e distruggeranno tutto. Se accenderemo il grande fuoco su questa torre, allora saranno in molti che riusciranno a salvarsi. Il nostro sacrificio servira' per tutti. E poi chi dice che dovremo morire? Le mura di questa torre sono spesse più di un metro. Potremmo resistere per mesi."
"Ma lo meritano? Molti dei nostri concittadini sono vigliacchi, ladri, bugiardi... davvero meritano il nostro sacrificio capitano?"
"Ci sono dei momenti in cui il dovere viene prima delle considerazioni personali. Se e' la nostra ora di morire, allora moriremo. Ma gli Onuto non sono ancora arrivati, e potrebbero andare verso altre nazioni, o tornare nelle loro terre. "
Detto questo torno' a guardare l'orizzonte, mettendo fine alla conversazione.
 

"... bellissima..."


"Capitano, capitano!" Scossi gentilmente Aiko per una spalla. Lei apri' subito gli occhi. "Arrivano."

Andammo sulla cima della torre e vedemmo in lontanza brillare migliaia di armature. Il sole era quasi completamente calato, ma gli ultimi raggi facevano risaltare quelle armature lucenti.
Senza dire una parola accendemmo la grande catasta di legna che avevamo accumulato sulla torre. Ne scaturi' un immenso fuoco, il segnale dell'arrivo delle armate nemiche.
"Dovremo restare ad alimentarlo per qualche ora," disse Aiko, "fino a che tutta la nostra gente lo avrà visto."

Tornai di guardia, e notai che le armate degli Onuto continuavano ad avanzare. Aiko era li', al mio fianco; il suo volto era impassibile come sempre. Le armate si avvicinavano a vista d'occhio. Il fuoco si stava affievolendo lentamente, ma ormai la nostra missione era quasi compiuta, perché avevamo visto lunghe carovane che dalla nostra capitale si dirigevano verso le montagne.

"...Aiko era li', al mio fianco; il suo volto era impassibile come sempre..."



E' difficile descrivere lq sensazioni che provavo, perche' pochi avranno vissuto un momento cosi' ineluttabile. Sapere che e' finita, che le truppe nemiche ti hanno quasi circondato e che tu devi comunque restare immobile ad attenderle... e' una sensazione di angoscia, di... ineluttabilita'. Ad un certo punto sorse in me una spontanea rassegnazione, e nulla sembrò piu' importare.

Dopo poche ore le truppe si erano fatte molto piu' vicine. Potevamo sentire il lontano clangore delle armature, e il cupo rumore degli zoccoli dei cavalli che avanzavano sulle rocciose colline di Oxale.


 

Continua