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(racconti erotici - storie hentai)

Il Tempio sperduto
 

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"Ruby, devi cambiare vita. Non andare avanti cosi'."

Continuai a guardare fuori dalla finestra, ignorando le parole della mia amica Suzi. Erano passati oramai due lunghi anni da quando La-o era andato via dal nostro villaggio, in cerca di una realizzazione superiore, ma ancora speravo nel suo ritorno.
I consigli di amici e parenti non erano riusciti a smuovermi di un millimetro... la speranza di un suo ritorno brillava in me piu' viva che mai. Il ricordo delle volte in cui facevamo l'amore, in cui mi faceva sentire incredibilmente donna, di quando mi prendeva da tutte le parti e lo facevamo in tutte le posizioni, il modo in cui mi penetrava, la grande gioia con cui veniva dentro di me, nella mia figa insaziabile, le mie grida di orgasmo che lo facevano eccitare ancora di piu', i pompini con cui gli facevo perdere il senso della realtà, e come mi abbracciava dopo.
 

"...mi sentivo sola come non mai..."


"Non puoi capire, Suzi," mormorai. Chi avrebbe potuto capire del resto? Tra noi c'era un'intesa perfetta, fisica, mentale, sessuale. Eppure un giorno mi aveva detto, senza preavviso, "Perdonami, amore, perdonami ti prego. Devo andare alla ricerca di Dio. La fiamma di Dio brucia con forza dentro di me, e io la devo seguire."
 


Se ne era andato, senza ascoltare il mio pianto dirotto, le mie lacrime di disperazione, il mio dolore senza confini. Anche lui piangeva disperato mentre andava, ma questo non lo trattenne. Andò via senza voltarsi, e non tornò più.
 


Due anni, due lunghi anni erano passati e ancora cercavo in ogni viandate il suo volto; avevo invano chiesto a tutti gli amici di aiutarmi a trovarlo, e mi sentivo sola come non mai. Il mio amore per lui non era diminuito, anzi, se possibile era ancora cresciuto.

Inutile che mi dicessero di ricominciare a vivere... sapevo cosa volevo, e non era quello che volevano gli altri.
 

...sapevo cosa volevo...


Suzi mi dispensò ancora alcuni saggi consigli, che ascoltai come un brusio di sottofondo. Continuavo a guardare verso la strada fangosa, in cui sparuti viandanti si affrettavano a tornare a casa per evitare il temporale che tra non molto sarebbe giunto. Era la stagione dei monsoni, e sapevamo tutti che le piogge sarebbero durate settimane, come di regola nella nostra regione.

 

Continua